Visita alla mostra “La fotografia del no” di Mario Cresci

Sono da poco rientrata dalla visita alla mostra antologica “La fotografia del no” di Mario Cresci,  un percorso straordinario guidato passo passo dall’autore stesso. La fotografia come linguaggio aperto alle contaminazioni, la lentezza dell’osservare e poi la trasformazione, fotografia che diviene e che esce dagli schemi abituali per assecondare il linguaggio del pensiero sfidando la certezza della riconoscibilità per spaziare e muoversi più liberamente nello spazio senza confini della creatività…è stata come una boccata d’aria fresca in uno scenario che spesso ingabbia la fotografia anziché liberarla. Un percorso emozionale sempre diverso dove tutto appare così “semplice”. Trovo che sia fantastico emozionarsi e legare questa sensazione alla semplicità, durante tutto il tempo ho avuto la sensazione di vedere materialmente l’idea trasformarsi in estrema naturalezza. Quando dico “semplicità” non faccio nessun riferimento alla tecnica ma più specificatamente alla libertà espressiva che si respira osservando le opere esposte, a come ne diventa naturale la lettura, in un mare di cliché, tutto questo l’ho trovato confortante. La fotografia del no dice un no che apre le porte a infiniti sì… personalmente in questo momento ne avevo bisogno!

 

“La fotografia del no” – Mario Cresci

Gamec Bergamo

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